Oggi vi parlo di “Les papillons noirs“, una serie francese originariamente prodotta per Arté e ora disponibile su Netflix, che si inserisce nel genere thriller psicologico, con un tocco noir.
ARTICOLO CORRELATO: Podcast True Crime in francese
Creata da Olivier Abbou e Bruno Merle, la miniserie si distingue per l’atmosfera cupa, la qualità della regia e una trama che si sviluppa su diversi piani temporali.
🎬 Vuoi iniziare a capire il francese parlato?
📥 Scarica gratis la guida per imparare il francese con film e serie
🎁 Riceverai anche gli aggiornamenti del blog e consigli sui contenuti audiovisivi da guardare
In soli sei episodi, l’opera riesce a costruire un racconto inquietante e coinvolgente che esplora i confini tra verità, finzione e follia.
Les papillons noirs: la trama
La storia segue Adrien Winckler (interpretato da Nicolas Duvauchelle), scrittore in crisi creativa che accetta l’incarico di scrivere le memorie di Albert Desiderio (Niels Arestrup), un anziano signore che sostiene di voler lasciare una testimonianza scritta del suo amore giovanile per una ragazza di nome Solange.
Quello che inizia come il racconto di una classica storia d’amore, però, si trasforma ben presto in una serie di rivelazioni sempre più oscure.
Albert racconta ad Adrien un passato caratterizzato da omicidi, ossessioni e segreti indicibili.
A mano a mano che le confessioni si intensificano, Adrien si ritrova coinvolto in un gioco mentale disturbante che mette in dubbio la veridicità dei fatti e la propria sanità mentale.
Realtà e finzione iniziano a confondersi, e lo scrittore si ritrova invischiato in una spirale di verità disturbanti, segreti sepolti e violenza.
Les Papillons Noirs è un thriller psicologico che gioca con la narrazione e la memoria, dove nessuno è davvero innocente… e ogni storia ha un prezzo.
🎧 Il problema non è studiare di più, ma ascoltare meglio
🚀 Ho preparato una guida gratuita che ti mostra come usare film e serie TV per allenare davvero l’orecchio
In più, riceverai consigli pratici e nuovi contenuti direttamente via email
Giudizio: positivo, ma…
“Les papillons noirs” mi è piaciuta, in particolare, per l’ottima qualità visiva, il montaggio curato e l’interpretazione dei protagonisti, in particolare Niels Arestrup nei panni di Albert.
La serie si distingue, inoltre, per la colonna sonora ricercata e, a tratti, inquietante, oltre all’uso intelligente dei flashback che arricchiscono la narrazione.
In generale, trovo interessanti i piani temporali multipli, a patto che vengano utilizzati sapientemente, per evitare cali di tensione o intrecci troppo caotici.
E, in questo caso, i salti fra passato e presente sono ben studiati e contribuiscono a rendere la storia più avvincente.
La trama, come è giusto che sia, è molto complessa e, col passare del tempo,la matassa si ingarbuglia sempre più.
Tuttavia, per essere un thriller, il ritmo risulta talvolta eccessivamente lento.
Le lunghe sequenze riflessive e il tono contemplativo possono far storcere il naso a chi si aspetta tensione costante o azione più serrata.
La serie, infatti, preferisce scavare nella psicologia dei personaggi anziché puntare sulla suspense immediata; un approccio che, per alcuni spettatori, può essere visto come un limite.
Ed è proprio questa, secondo me, la pecca principale della serie: gli sceneggiatori, che hanno fatto un ottimo lavoro nella definizione dei personaggi e dell’intreccio, si sono spesso “dimenticati” di avere a che fare con una storia che avrebbe dovuto tenere col fiato sospeso e dare un motivo per guardare l’episodio successivo…
Ed è un peccato, perché gli ultimi episodi sono ricchi di colpi di scena e rendono merito alla serie.
Un’altra “piccola pecca”, a mio parere, è il personaggio del poliziotto Carrel (interpretato da Sami Bouajila), protagonista di una trama secondaria che, alla fine, si ricollega alla principale, ma che viene comunque poco esplorata, mentre avrebbe potuto dare un contributo molto più interessante alla narrazione.

Conclusioni
“Les papillons noirs” è un’opera ambiziosa e ben realizzata, che mescola noir, introspezione e mistero in modo originale.
Nonostante un ritmo narrativo che non sempre mantiene alta la tensione, ritengo che la serie meriti di essere vista per l’atmosfera unica, le interpretazioni intense e la capacità di sorprendere fino all’ultimo episodio.
La consiglio, in particolare, a chi ama i thriller psicologici profondi e meno convenzionali, dove l’orrore non è solo negli eventi, ma soprattutto nella mente di chi li racconta.
Ah, un’ultima cosa: per sciogliere tutti i nodi della storia, vi consiglio di guardare la serie (letteralmente) fino alla FINE… 😉
Voi l’avete vista?
🇫🇷 Se vuoi iniziare a capire il francese parlato…
Scarica la guida gratuita con:
– le tipologie di contenuti consigliati per livello
– un metodo semplice
– gli errori da evitare
Dopo il download riceverai periodicamente i nuovi articoli del blog e suggerimenti di media in francese. Puoi cancellarti quando vuoi.
Sono l’autore del sito; lavoro come mediatore linguistico dall’inglese e dal francese e in questi articoli ti parlo della mia passione per le lingue straniere e condivido con te suggerimenti e idee per migliorare le tue competenze linguistiche.
Se ti è piaciuto questo articolo, puoi offrirmi un caffè! Grazie! 🙂
Scopri di più da Cristiano Bacchieri
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.