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Tim Ferriss e la definizione delle paure

Tim Ferriss stoicismo gestione della paura
Tempo di lettura: 3 minuti

Partendo dagli insegnamenti dell’antica corrente filosofica dello stoicismo, l’imprenditore Tim Ferriss suggerisce uno stumento semplice ed efficace per la gestione delle paure che ostacolano il raggiungimento dei propri risultati

La paura. Un sentimento che, più o meno frequentemente, ci troviamo tutti a dover affrontare. Per i nostri antenati primitivi è stata un valido alleato, una qualità fondamentale tramandatasi di generazione in generazione.

Oggi, però, spesso rappresenta un ostacolo al raggiungimento dei nostri obiettivi, professionali e personali.

In questa TED talk, l‘imprenditore e podcaster Tim Ferriss suggerisce un modo relativamente semplice per gestire gli inevitabili alti e bassi della vita, le cadute emotive e le paure che ne derivano, ma anche per migliorare le decisioni professionali, evitando derive di auto-distruzione e auto-paralisi.

Per Ferris, il punto di partenza è il ricorso a un potente strumento di forza mentale: lo stoicismo, corrente filosofica e spirituale, fondata intorno al 300 a.C. ad Atene.

Molte persone di successo orientate all’azione basano la propria vita, personale e professionale, sugli insegnamenti di questa antica filosofia, perché è un sistema che aiuta a dare il meglio di sé in contesti ad alto contenuto di stress, consentendo di prendere decisioni migliori.

Uno degli aspetti fondamentali dello stoicismo è la netta separazione fra ciò che possiamo controllare e ciò che non è in nostro potere, per concentrare la nostra attenzione e i nostri sforzi unicamente sui primi.

Si tratta di un modo di osservare la vita che richiede molto allenamento, ma contribuisce a migliorare la vita, riducendo la reattività emotiva, con effetti positivi sulla quotidianità

Un esercizio suggerito dagli stoici e che può rivelarsi utile è quello della praemeditatio malorum (la “premeditazione del male”), che consiste nel visualizzare in dettaglio lo scenario peggiore, quello che ci impedisce di agire, in modo da superare la paralisi e agire.

Per favorire il raggiungimento dei risultati desiderati, Tim Ferris applica una personale versione scritta della prameditatio malorum, che consiste nell’affiancare al tradizionale “goal setting” (la definizione degli obiettivi) quello che lui chiama “fear setting” (la definizione delle paure). Questo esercizio scritto è composto da 3 pagine.

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Il primo passo consiste nel porsi la domanda “What if I…?“, ovvero “Cosa succedere se io…“, che ci consente di elencare le attività che ci bloccano, tenendoci in sospeso la progressione verso il raggiungimento dei nostri obiettivi.

Per fare questo, in una prima colonna “DEFINISCI“, andremo ad elencare gli eventi negativi che temiamo possano accadere prendendo determinate decisioni, lo scenario peggiore che potrebbe verificarsi in riferimento a un’attività che vorremmo compiere.

Nella seconda colonna, “PREVIENI“, indicheremo, in corrispondenza di ogni elemento negativo indicato nella colonna precedente, quali sono le azioni che possiamo intraprendere per evitare – o, ameno, ridurre – il verificarsi di tali accadimenti.

Nell’ultima colonna, “RIPARA“, ipotizzeremo il verificarsi dello scenario peggiore, per domandarci cosa possiamo fare per risolverlo o migliorarlo, anche di poco; oppure a chi possiamo chiedere aiuto.

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Nella seconda pagina andremo a elencare i benefici del provare a fare un tentativo o quale possa essere il vantaggio di un eventuale successo parziale. Per Tim Ferris, questo esercizio – della durata di 10-15 minuti – può aiutare a sviluppare una maggiore fiducia in se stessi e ad accrescere le nostre competenze, come quelle emotive o finanziarie.

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L’ultima parte dell’esercizio può rivelarsi la più importante di tutte: la valutazione del costo dell’inerzia. Noi esseri umani siamo bravi a prevedere gli effetti negativi di una determinata scelta, ma solitamente non ci fermiamo a riflettere sul costo elevato che comporta il mantenimento dello status quo, della scelta di non agire. Con questo esercizio andremo a immaginare come sarebbe, in tal caso, la nostra vita dopo 6 mesi, 1 anno e tre anni.

Grazie a questo esercizio, che riesamina ogni 3 mesi, Tim Ferriss ha raggiunto grandi risultati in campo personale e professionale, evitando l’insorgere di problemi peggiori. L’imprenditore americano ammette che alcune paure sono reali, ma vale sempre comunque la pena di analizzarle con la dovuta attenzione, per evitare di attribuire loro un importanza eccessiva.

Perché, come diceva Seneca:

“Soffriamo molto di più per la nostra immaginazione che per la realtà”.

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